Insurgent


Autore: Veronica Roth

Prezzo: 15 euro.


TRAMA

Una scelta può cambiare il destino di una persona... o annientarlo del tutto. Ma qualsiasi essa sia, le conseguenze vanno affrontate. Mentre il mondo attorno a lei sta crollando, Tris cerca disperatamente di salvare tutti quelli che ama e se stessa, e di venire a patti con il dolore per la perdita dei suoi genitori e con l'orrore per quello che è stata costretta a fare. 

La sua iniziazione avrebbe dovuto concludersi con una cerimonia per celebrare il proprio ingresso nella fazione degli Intrepidi, ma invece di festeggiare la ragazza si è ritrovata coinvolta in un conflitto più grande di lei... Ora che la guerra tra le fazioni incombe e segreti inconfessabili riemergono dal passato, Tris deve decidere da che parte stare e abbracciare completamente il suo lato divergente, anche se questo potrebbe costarle più di quanto sia pronta a sacrificare.


COSA NE PENSO?

Io ho letto questo libro dopo essermi innamorata del primo.

Anche in questo secondo capitolo tutto è raccontato in prima persona dal punto di vista di Tris ,i termini usati anche in questo caso sono molto semplici e la lettura è molto scorrevole.

Se nel primo libro abbiamo visto una ragazza forte che è riuscita ad affrontare tutto quello che aveva davanti, in questo troveremo una persona irriconoscibile.

Ormai Tris ha perso tutto quello a cui teneva e per questo inizia a vivere la sua vita cercando la morte, però ovviamente ci sono ancora persone che la vogliono bene e alla fine lei riuscirà a superare questo periodo.

Il tutto è contornato da un paesaggio distrutto ,un governo sbagliato ed in oltre c'è appunto una caccia ai divergenti.

La cosa che mi piace di Insurgent è che si vede l'evoluzione dei personaggi.

Questo libro come il primo è pieno di avventure e scene che ti fanno venir voglia di prendere a schiaffi i personaggi, avete letto il primo dovete per forza leggere anche questo.

Ve lo consiglio? Certo che si!

Giudizio complessivo: 4\5

Seguendo questa scala:

1. Orribile
2. Insufficiente
3. Sufficiente
4. Carino
5. Perfetto

Buona lettura,



Trailer



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Madre!


Regia: Darren Aronofsky

Ok adesso ne ho la certezza, al Festival di Venezia non capiscono un cazz.

Ma come diavolo è possibile fischiare un film del genere??? Ora capisco se parliamo di persone cinematograficamente non esattamente ferrate che magari sentendo il nome “Aronofsky” pensano ad un mediocre e sconosciuto cabarettista di origini sovietiche, ma qui parliamo di gente che almeno sulla carta dovrebbe avere un minimo di competenza in materia. 

The Truman Show


Regia: Peter Weir

I reality show sono una realtà che, anno dopo anno, è riuscita ad affermarsi e ad entrare nella cultura Pop, specialmente nel fronte USA dove sono particolarmente seguiti.

La Piccola Parigi - Leggende di Cabiate


Autore: Alessandro Tonoli

“Una città, un racconto misterioso e una bambina di cui nessuno ha mai saputo il nome. Ecco cosa si cela dietro Cabiate e il suo essere chiamata dai suoi abitanti "Piccola Parigi", per un motivo che però nessuno sembra ricordare. Forse solo il nonno di Chiara ha, nascosta nel suo passato, la chiave per svelare la natura di questo incantesimo che ora, forse, sta per essere finalmente rivelato”…

Passengers


Regia: Morten Tyldum

Recensione 1

Finalmente ho visto Passengers, era da davvero un sacco di tempo che volevo vederlo ma, viste le recensioni negative dei critici, ho sempre rimandato. 

L'idea che c'è dietro non è niente male, fare un film romantico a sfondo fantascientifico, molto interessante ma anche molto rischioso, perché fare un film del genere vuol dire anche soddisfare due tipi di pubblico: gli amanti della fantascienza e gli amanti del romanticismo su schermo. 

Detroit


Regia: Kathryn Bigelow

Eccolo qua, un altro film che mi tocca tener d’occhio per la prossima edizione degli Oscar. 

Cult of Chucky


Regia: Don Mancini

Ennesimo capitolo della saga legata alla celeberrima bambola ideata e portata sugli schermi a fine anni ’80 da quel Tom Holland, da poco citato nella recensione del suo Thinner. E qui la domanda sorge spontanea, ne sentivamo il bisogno?