Il Nastro Bianco




Regia: Michael Haneke

Trama iniziale

Nella campagna della Germania pre-bellica del '14, un piccolo villaggio di agricoltori è scosso da una serie di inquietanti accadimenti. Tutto inizia con un incidente doloso al dottore, un'imboscata mentre andava a cavallo, a cui dovrà seguire un lungo periodo di degenza in città. Da lì a poco qualcuno se la prenderà con i possedimenti del Barone e la situazione non farà che deteriorare...


Recensione no-spoiler
Dal primo minuto si capisce che non è un film canonico. Seppur del 2009, la colorazione in bianco e nero e la ricostruzione perfetta dei costumi e dei modi dell'epoca dovrebbero farlo capire più che bene. Trattata come un racconto di paese, la storia avrebbe pure un suo motivo di esistere, ma l'estenuante lentezza e le lunghe riprese in piano sequenza fanno davvero venire il latte alle ginocchia. La difficile comprensione del mistero e delle sue dinamiche poi non fa altro che suscitare nello spettatore una discreta dose di rammarico per il tempo perduto nella visione. Capisco il prestigio del regista e il suo eccellente esercizio di stile, ma mi viene da pensare che nel 2009 al Festival di Cannes avessero scarsità di materiale per conferirgli addirittura la Palma d'Oro... Se proprio volete un dramma di stampo nordico vi suggerisco il notevolmente migliore The Hunt - Il Sospetto.


Consigliato solo agli appassionati di storie morali d'altri tempi; sconsigliato a chi la vita se la vuole godere.

Giudizio complessivo: 6.6
Buona visione e alla prossima,

Bikefriendly


Trailer



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